top of page

Metodo

Struttura e sviluppo del percorso

Il percorso parte dalla valutazione della richiesta e dalla definizione degli obiettivi. Su questa base vengono individuati il programma, la modalità individuale o in piccolo gruppo e l’impegno previsto durante e tra gli incontri.

​

1. Comprendere la richiesta

Ambito personale e clinico

Il primo passo è un colloquio per approfondire la situazione, le difficoltà e gli obiettivi. Consideriamo il contesto di vita e gli eventuali trattamenti in corso, per valutare l’adeguatezza del percorso. È anche il momento per porre domande e ricevere informazioni sul lavoro proposto.

Aziende, istituzioni e personale sanitario

Il lavoro parte da un confronto sulle esigenze dell’organizzazione. Definiamo i destinatari, gli obiettivi e le situazioni professionali su cui intervenire, considerando le caratteristiche del contesto e le condizioni necessarie per lo svolgimento del programma.

​

2. Definire gli obiettivi e scegliere il percorso

Traduciamo la richiesta in obiettivi concreti: riconoscere quando l’attenzione viene assorbita dai pensieri ripetitivi, individuare i segnali di attivazione emotiva o lavorare sulle reazioni automatiche nelle situazioni di difficoltà e di pressione.​

La scelta può orientarsi verso due proposte:

Un protocollo strutturato

Un programma, come MBSR o MBCT, con una struttura definita di incontri, contenuti e pratica personale. La scelta tiene conto delle indicazioni del protocollo, delle caratteristiche dei destinatari e dell’impegno richiesto.

Un programma personalizzato

Un programma costruito sulle esigenze e sugli obiettivi in ambito personale e clinico oppure aziendale, istituzionale e sanitario. Seleziono pratiche e contenuti dai protocolli e dagli approcci della mia formazione, definendo una struttura dedicata, con durata, frequenza e impegno concordati.

Prima dell’inizio vengono condivisi obiettivi, modalità di partecipazione e pratica prevista tra gli incontri.

​

3. Lavorare durante gli incontri

Gli incontri comprendono pratiche guidate, esercizi e confronto sull’esperienza.

Alleniamo la capacità di osservare pensieri, emozioni e segnali corporei, riconoscendo le distrazioni e le risposte automatiche. Le pratiche possono includere attenzione al respiro, body scan, movimento consapevole ed esercizi di compassione, secondo il percorso scelto.

Colleghiamo quanto emerge alle situazioni su cui stiamo lavorando: pensieri che si ripresentano, emozioni intense, difficoltà di concentrazione o reazioni nelle interazioni personali e professionali.

​

4. Portare la pratica nella quotidianità

Il lavoro prosegue tra gli incontri attraverso pratiche ed esercizi, con materiali e registrazioni audio secondo il programma.

Accanto alla pratica meditativa, lavoriamo sul riconoscimento di ciò che accade durante le attività quotidiane: mentre svolgiamo un compito, ascoltiamo qualcuno, affrontiamo un imprevisto o partecipiamo a una conversazione difficile.

La pratica personale è parte integrante del percorso. Nei protocolli strutturati segue le indicazioni del programma; nei percorsi personalizzati viene concordata in relazione agli obiettivi e alla situazione.

​

5. Fare il punto sul percorso

Durante gli incontri valutiamo l’andamento del lavoro rispetto agli obiettivi: ciò che viene riconosciuto con maggiore chiarezza, le difficoltà che persistono e l’utilizzo delle pratiche nella quotidianità.

Questo confronto permette di comprendere le difficoltà incontrate, sostenere la continuità della pratica e consolidare quanto appreso durante il percorso.

​

La ricerca orienta il mio lavoro

La scelta dei percorsi e delle pratiche tiene conto degli studi clinici, delle revisioni sistematiche, delle metanalisi e delle linee guida pertinenti. Questi riferimenti orientano decisioni concrete: valutare le indicazioni del programma, individuare gli obiettivi e definire la struttura e l’impegno richiesto.

Le evidenze vengono considerate in relazione ai programmi, ai destinatari e alle modalità di intervento studiati. Per esempio, le linee guida NICE includono la MBCT di gruppo tra le opzioni per prevenire le ricadute depressive negli adulti in remissione a maggior rischio di ricaduta. Consulta le indicazioni NICE.

Nella progettazione dei programmi personalizzati, seleziono pratiche e contenuti in funzione delle esigenze individuate. Il riferimento alla ricerca guida questa progettazione, mantenendo distinta la proposta personalizzata dal protocollo completo a cui si riferiscono le evidenze.

Approfondimenti scientifici

​

​

Protocolli e approcci di riferimento

Sono formata e abilitata alla conduzione dei seguenti protocolli e all’utilizzo dei seguenti approcci:

  • MBSR — Mindfulness-Based Stress Reduction

  • MBCT — Mindfulness-Based Cognitive Therapy

  • MSC — Mindful Self-Compassion

  • CFT — Compassion Focused Therapy

Questi riferimenti orientano la scelta delle pratiche e dei contenuti nei programmi personalizzati. I protocolli strutturati vengono proposti secondo le rispettive indicazioni e caratteristiche.

​

Le proposte disponibili sono descritte nella pagina Percorsi e protocolli di mindfulness.

bottom of page